Logo e marchio: c’è davvero differenza?

Logo e marchio. Marchio e logo. Intorno a questi due termini c’è un po’ di confusione, probabilmente deriva dalla stretta parentela di sangue che li unisce e dalle centinaia di definizioni, ora esageratamente complesse, ora troppo superficiali, che si rincorrono tra i manuali e i siti web di settore, il linguaggio tecnico degli addetti ai lavori e quello più disinvolto del pubblico dei potenziali consumatori. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

A voler essere pignoli, si dovrebbe sempre distinguere tra marchio e logo. Sono due cose diverse, anche se poi, per ragioni di velocità e di sintesi, le due definizioni si sovrappongono abbastanza di frequente: entrambi identificano l’azienda ma il logo, in senso stretto, è la scritta, la parola rappresentata graficamente (pensiamo a Google per esempio), mentre il marchio, invece, è il segno, il simbolo iconico (pensiamo al celeberrimo baffetto Nike).

Sembra quindi che siano proprio le innumerevoli combinazioni possibili tra logo e marchio a rendere difficile e fine a se stessa una classificazione rigida; per evitare confusione, comunque, meglio forse parlare sempre e solo di logo: questa parola, almeno nel linguaggio di tutti i giorni, mette sempre d’accordo agenzie di comunicazione, addetti ai lavori, aziende e consumatori: può tranquillamente riferirsi a qualsiasi tipo di simbolo rappresentativo di un’azienda composto da lettere, parole, icone e segni grafici.



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