Il Buzz marketing, 4.000 anni e non sentirli

Il buzz marketing è una tecnica di marketing molto giovane: avrà, secolo più, secolo meno, appena… quattromila anni! Sì perché il buzz marketing non è altro che la versione moderna ed evoluta della più antica tecnica di promozione delle merci (prodotti, servizi o brand, diremmo oggi) mai apparsa sulla faccia della terra: il passaparola.

A chi non è capitato, prima di fare un acquisto importante, che sia un’automobile, un televisore, un viaggio o un trattamento di bellezza, di consultarsi con genitori, figli, amici, parenti, colleghi e vicini di casa? Anche se poi si decide in autonomia, la loro opinione è importante per noi, soprattutto se loro hanno già avuto modo di provare il prodotto o di valutarlo da vicino. Più importante, probabilmente, di quello che possono dirci i tanti annunci pubblicitari che appaiono sui media. Per questo le aziende hanno sempre ritenuto di vitale importanza quello che si dice sul loro conto.

La differenza con il passato è che, mentre quando internet ancora non esisteva il passaparola (word of mouth, in inglese) avveniva a quattr’occhi e in un ambito molto più ristretto, oggi, nell’era dei blog, dei social network, dei forum e delle community, il passaparola circola on-line in un ambiente infinitamente più grande.

Da un lato i consumatori hanno molti più canali e molte più occasioni per farsi un’idea su un prodotto e per esprimere la propria opinione su di esso, dall’altro, anche le aziende, con una buona strategia di buzz marketing, hanno la possibilità di alimentare on-line un passaparola positivo su tutto ciò che le riguarda.

Come fare però per incentivare le persone a parlare (bene, si spera) di un prodotto con la propria rete di contatti? I punti salienti alla base di tutto il processo di buzz marketing sono due: motivazione e chiarezza.

Le persone parlano meglio di qualcosa se hanno un valido motivo per farlo: offrire ad alcuni opinion leader del web, oppure a semplici navigatori, la possibilità di provare gratis e in anteprima un prodotto a cui sono molto interessati può essere un ottimo punto di partenza; l’importante però è che l’azienda, visto che su internet le bugie hanno le gambe ancora più corte e gli effetti boomerang possono essere devastanti, intraprenda azioni chiare e corrette per moltiplicare a suo vantaggio le conversazioni on-line, senza dare la sgradevole impressione di volersi nascondere nell’ombra per manipolare i gusti e le opinioni delle persone.

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